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Ciclopasseggiando in Valle Olona
Olgiate Olona


 

 



Castellanza

Prima di lasciare l'incrocio, sulla sinistra il primo incontro importante.

Olgiate Olona

Cappella San Genesio

L'edicola o cappella di San Genesio è una costruzione rinnovata nei secoli e che nel 1568 e nel 1582 si trovava in alto stato di degrado. Nel '600 quella che era una chiesetta, o meglio un oratorio, venne riedificata nell'edicola dalla conformazione che conosciamo oggi. Alla piccola costruzione quadrata (lato 2,5m e altezza 3m) viene inserita nella facciata una piccola lapide in memoria della storia passata. La decorazione, invece, rievoca la vita di San Genesio, la condanna, la conversione ed il martirio. Al termine della breve salita di via Tovo si costeggia il parco di Villa Gonzaga, luogo simbolo del paese.

Per accedervi, anche in bicicletta è sconsigliabile imboccare, contromano, a destra del semaforo, via Luigi Greppi, stretta e spesso trafficata. Più sicuro invece passare poche decine di metri più avanti da via Cadorna e ritornare al Municipio passando da via Oriani.

Villa Gonzaga

L'edificio che oggi apprezziamo è della prima metà dell'ottocento. Una costruzione dalla storia secolare, rinnovato e ampliato grazie all'opera di Isaura Saulx Tavanes, vedova del rinomato Alessandro Greppi. Grazie alla dedicazione di Isaura oggi la comunità olgiatese ha a propria disposizione un sontuoso palazzo in stile francese dell'epoca ed un amplio giardino con alberi secolari. Tra tanto lusso non poteva mancare una cappella nobiliare nei limiti della proprietà. Alla fine dell'Ottocento la Villa venne ereditata dalla nobile famiglia Gonzaga, dalla quale oggi il monumento prende il nome. Verso la fine della Prima Guerra Mondiale, però, la Villa Gonzaga passò nelle mani dell'OPAI (Comitato dell'Opera di Prevenzione Antitubercolare Infantile) e non troppo tardi vennero inaugurati altri due padiglioni oltre al palazzo originale, arrivando ad ottenere sino a 200 locali per 400 posti ed un campo sportivo di 5.000 m2. Da sottolineare come le pareti di quello che fu una volta il refettorio dell'OPAI (conosciuto come Sala Alba) ospitano delle decorazioni infantili del 1939 di Antonio Rubino, un celebre disegnatore del Corriere dei Piccoli. Le infrastrutture della Villa Greppi-Gonzaga che furono un tempo spazi di cura e di educazione oggi ospitano la sede municipale del comune di Olgiate Olona.

Poco distante, passando da via Greppi o da via Restelli risalendo verso nord in direzione della Valle Olona, si arriva alla chiesa principale di Olgiate Olona.

Collegiata Santi Stefano e Lorenzo

L'immagine della Chiesa parrocchiale dei SS. Stefano e Lorenzo è il risultato di numerosi interventi nei secoli e soprattutto all'unione della Chiesa estiva dedicata a San Lorenzo ed alla Chiesa invernale Santo Stefano Protomartire. Questo edificio religioso risulta essere uno dei più antichi della diocesi milanese ed ha sofferto importante modifiche nel 1582, a causa della visita pastorale di S. Carlo Borromeo, nel '700 e nel '900. Gli elementi di maggior interesse che oggi apprezziamo sono il campanile a guglia ottocentesco, la parete della facciata costruita con la tecnica medievale spinapesce, la Ceppella del Rosario che presenta affreschi dell'artista bustese Biagio Belotti e il pregiato portone in bronzo inaugurato nel 1999. All'interno della Chiesa è possibile ammirare il pregiato organo della ditta Bernasconi, riconosciuto come tale dalla Sopintendenza dei Beni Culturali.

Proseguendo ancora poche centinaia di metri, in piazza San Gregorio sorge l'omonima piccola Chiesa, nei cui pressi di martedì si svolge anche il mercato settimanale e tutti i giorni è anche luogo di ritrovo.

Chiesa San Gregorio magno

Al Lazzaretto Benedetta nel 1668, la chiesetta venne realizzata per volontà del conte Giuseppe Besozzi, il quale donò alcune proprietà al fine di costruire un oratorio in ricordo della peste del 1630 e dei suoi morti. All'oratorio, dedicato a San Gregorio Magno, venne aggiunto l'appellativo del Lazzaretto perché nelle vicinanze si trovavano il lazzaretto e il cimitero in cui furono sepolti gli appestati.

L'edificio presenta una struttura architettonica semplice, con una facciata incorniciata da due lesene e timpano semicircolare; il portone centrale immette in un vestibolo, il quale precede l'ambiente sacro ad aula unica. All'interno quattro statue lignee: lungo le pareti della navata, in due nicchie, trovano posto Sant'Antonio Abate (che tiene in mano fiamme di fuoco) e San Domenico; collocate ai fianchi dell'arco, che introduce alla zona dell'altare, la statua di San Gregorio Magno (in vesti papali) e quella della Madonna Addolorata. Questa (copia dell'originale andato perduto), è da sempre venerata dalla popolazione soprattutto nei momenti particolarmente difficili e dolorosi. Prima dell'altare, a destra, fa mostra di sé l'affresco con Sant'Ambrogio eseguito da Biagio Bellotti (1714-1789). Dietro l'altare trova posto l'opera più preziosa di questa chiesa: una grande tela con San Gregorio Magno e le anime purganti. È riconducibile alla mano di un pittore appartenente alla scuola di Paolo Pagani.

Prima di tornare lungo la pista ciclabile, alcune centinaia di metri dopo averla lasciata all'imbocco del paese, in alcuni giorni è possibile fare una deviazione. Nei pressi della rotonda con fontana al centro, all'incrocio tra via Piave (proseguimento di via Tovo), via De Gasperi e via San Michele si trova il Podere Restelli.

Villa e Podere Restelli

Simbolo della prosperità della Valle Olona durante la seconda metà dell'800. Francesco Restelli, patriota distintosi nelle Cinque Giornate di Milano e poi a lungo deputato e senatore del Regno d'Italia, fece costruire come residenza estiva questa villa, inserendola tra il bosco di ciminiere e di elementi industriali che caratterizzavano la valle. L'edificio fu progettato da un noto architetto neoclassicista del nord Italia: Giacomo Moraglia. Una volta morto Francesco Restelli, l'opera fu portata avanti dai propri figli, in particolare Pietro che disegnò i decori interni e studiò la progettazione del parco che si estende verso l'Olona. I fratelli Restelli, inoltre, acquisirono alcuni spazi agricoli di Olgiate Olona creando quello che è conosciuto come il Podere Restelli. In quest'area si dedicarono alle colture orticole e vivaistiche, specializzandosi nella selezione varietale e nella ricerca di nuove tecniche colturali e di fertilizzazione. Ancora oggi, nell'attuale azienda agricola, sono visibili alcune testimonianze (strutture e serre) di fine ottocento.

Ripercorrendo la strada di accesso al paese, si può ridiscendere per avanzare lungo la pista ciclopedonale. Proseguendo invece da San Gregorio, poco più avanti, seguendo via Brennero, proprio sulla costa si incontra la piccola Chiesa di Sant'Antonio.

Chiesa Sant'Antonio Abate a Moncucco

Fu edificata nella seconda metà del Cinquecento dai frati Carmelitani con attiguo un piccolo monastero dipendente da Milano; accanto, esisteva un cimitero circondato da muro. A fine Ottocento la chiesa fu valorizzata e impreziosita. Si aggiunsero nel 1864 la campana fusa dalla fonderia Bizzozero di Varese, nel 1889 il pronao, nel 1890 l'altare maggiore. A impreziosire il culto legato alla chiesa, la Festa del Santo Sepolcro (o della Santa Croce) nata nel 1886 per onorare il Crocifisso ligneo custodito e venerato nella chiesa insieme con altre due statue lignee: Gesù morto e Pietà. Cara agli olgiatesi, la chiesa ogni anno torna a brillare quattro volte: il 17 gennaio festa patronale, nel periodo pasquale, maggio mese mariano e il 16 luglio festa liturgica della Madonna del Carmine.

A questo punto, non resta che imboccare la ripida discesa per tornare in Valle Olona. Una volta tornati su via Isonzo, a sinistra la strada procede verso Prospiano, frazione di Gorla Minore. Subito prima dell'inizio della salita, sulla desta via Lazzaretto conduce a Marnate lungo una lieve salita.

a cura di Alberto Pala e Giuseppe Goglio su materiale fornito dalla Pro Loco di Olgiate Olona

Foto: Marino Bianchi

Marnate

 

Introduzione